Le ghette da trekking sono gambali che chiudono lo spazio tra scarpa e pantalone: tengono fuori neve, fango, acqua, sassolini e anche le zecche dei prati. Prima di tutto si sceglie l'altezza: alte fino a sotto il ginocchio per neve e fango, basse alla caviglia per il trail e i sentieri sassosi.
In questa guida trovi come leggere tessuti e chiusure, come prendere la taglia giusta sullo scarpone e sei modelli selezionati su Amazon, dalla ghetta leggera da tenere sempre nello zaino a quella per battere traccia in pieno inverno.
Le ghette alte arrivano poco sotto il ginocchio, si agganciano ai lacci e passano sotto la suola con una cinghia o un cavo. Sono quelle da neve: quando sprofondi a metà polpaccio, senza ghette la neve entra dall'alto nello scarpone, si scioglie e in un'ora hai le calze bagnate e i piedi freddi. Servono anche in autunno e primavera, su mulattiere fangose e prati zuppi, e d'estate nelle traversate tra l'erba alta e i rovi.
Le ghette basse coprono solo la caviglia e il collo della scarpa. Non tengono fuori l'acqua né la neve profonda, e non devono farlo: il loro lavoro è fermare ghiaia, terriccio, aghi di pino e sabbia che entrano dall'alto quando corri o scendi veloce su un ghiaione. Sono la ghetta del trail running e di chi cammina con scarpe basse.
C'è una via di mezzo, le ghette corte da trekking intorno ai 30 cm: leggere, coprono scarpone e caviglia, vanno bene per rugiada, fango e prati. Per la neve fresca profonda però sono troppo basse.
Una buona ghetta alta ha spesso due tessuti. In basso, dove sfregano rocce, rami e l'altra gamba, serve un nylon spesso: il numero seguito da D (denari) indica il titolo del filo, e un 1000D resiste all'abrasione molto più di un 200D. In alto conta di più che la gamba respiri, perché in salita sudi anche a meno dieci.
Per l'impermeabilità trovi due approcci. Le membrane traspiranti, come il Gore-Tex, tengono fuori l'acqua e lasciano uscire il vapore: sono le più adatte a molte ore nella neve bagnata o sotto la pioggia. I tessuti spalmati in PU sono impermeabili ma respirano meno, e costano meno. Quando il produttore dichiara la colonna d'acqua in millimetri, più è alta, più pressione regge il tessuto prima di lasciar passare l'acqua; la traspirabilità in g/m² nelle 24 ore dice quanto vapore esce.
Se usi i ramponi, guarda la zona interna della caviglia. È lì che le punte dell'altro piede agganciano e strappano la ghetta: i modelli da alpinismo hanno un rinforzo proprio in quel punto.
La chiusura anteriore a velcro largo è la più comune e la più rapida, anche con i guanti; quella laterale con velcro e bottoni permette di mettere la ghetta con lo scarpone già allacciato; la zip è pulita ma con il ghiaccio e il fango si blocca più facilmente. Davanti c'è sempre un gancio da fissare ai lacci, che impedisce alla ghetta di risalire.
La cinghia sotto la suola è la parte che si consuma per prima, perché lavora tra scarpa e roccia. I cavi in acciaio durano a lungo, soprattutto se sostituibili; le cinghie in BioThane o TPU reggono bene il freddo; quelle in tessuto vanno controllate ogni tanto. Alcune ghette da trail eliminano del tutto la cinghia e si fissano alla scarpa, così sotto la suola non c'è nulla che si possa tagliare.
Per le ghette alte la taglia dipende da due misure: il volume dello scarpone e la circonferenza del polpaccio con il pantalone invernale sopra. Una ghetta troppo stretta tira sul velcro e si apre; una troppo larga lascia entrare la neve dall'orlo e balla sul collo del piede. Le taglie uniche sono comode ma restano un compromesso, specie con scarponi grandi o gambe sottili.
Per le ghette basse da trail conta il numero di scarpa e la forma del collo: devono aderire alla tomaia senza lasciare fessure. Ricorda che nessuna ghetta rimedia a una calza sbagliata: con il piede bagnato o una cucitura che sfrega le vesciche arrivano lo stesso, quindi abbinale a calze da trail adatte alla distanza.
Le Tatonka 210 HD sono corte, 29 cm, e pesano 95 g. Il tessuto è poliestere 200 denari con triplo rivestimento in PU, si chiudono con una zip e hanno ganci in metallo e cinghia sottopiede regolabile.
Le Ferrino Cervino sono alte, in tessuto Supertex impermeabile, con apertura laterale a velcro e bottoni e cavo sottopiede in acciaio sostituibile. Sono in taglia unica e pesano 222 g.
Le Unigear 1000D hanno nylon 1000D in basso e Taslon con trattamento TPU in alto, velcro anteriore da 5 cm e cinghia con fibbia sul polpaccio. Pesano 270 g e vanno dalla S alla XXL, utile per scegliere sul proprio scarpone.
Le Outdoor Research Crocodile uniscono Gore-Tex a tre strati in alto e Cordura 1000D in basso, con rinforzo interno contro l'abrasione e cinturino in BioThane. Questo è il modello da uomo, in più taglie.
Le Salomon Trail Gaiters Low sono basse, in poliammide con elastan, si chiudono a velcro e pesano 45 g. Le taglie sono S, M e L.
Le Altra Trail Gaiter sono elasticizzate e senza cinghie sotto la suola, così al ristoro cambi calze e scarpe lasciandole su. Altra indica l'abbinamento migliore con le proprie scarpe dotate di GaiterTrap.
Sì, perché l'acqua e la neve entrano soprattutto dall'alto, dal collo dello scarpone. La membrana protegge la tomaia, la ghetta chiude l'apertura.
Sì. Con le ciaspole le ghette alte sono quasi d'obbligo nella neve fresca. Con i ramponcini controlla che la cinghia sottopiede non resti schiacciata sotto le punte.
Poco: coprono solo la caviglia e sono in tessuti elastici e traspiranti. D'estate si sentono molto meno di qualche sassolino nella scarpa.
Spazzola via fango e sabbia da asciutte, poi segui l'etichetta: diversi modelli vanno in lavatrice. Lasciale asciugare all'aria, lontano dai termosifoni.