Una giacca trail running impermeabile deve fare due cose insieme: tenerti asciutto quando il temporale ti prende in cresta e sparire nel gilet per il resto della giornata. Per scegliere bene servono pochi numeri (colonna d'acqua, traspirabilità, peso) e una lettura attenta del regolamento, se corri in gara. Una premessa onesta sulle cinque giacche di questa pagina: sono soprattutto gusci antipioggia nati per l'escursionismo, più che giacche da gara, e qui sotto trovi per chi ha senso ognuna.
Nella lista del materiale obbligatorio dei trail in montagna la giacca è quasi sempre presente, e i regolamenti più seri non si accontentano di un generico antipioggia. Le richieste ricorrenti sono:
Diverse gare indicano anche una colonna d'acqua minima, spesso 10.000 mm, e alcune raccomandano un valore di traspirabilità. Giacche antivento, mantelline e poncho di solito non vengono accettati. Le regole cambiano da organizzazione a organizzazione e possono essere controllate al ritiro del pettorale: leggi la tua lista prima di comprare, non dopo.
La colonna d'acqua (o metodo Schmerber) dice quanta pressione d'acqua regge il tessuto prima di lasciarla passare, espressa in millimetri. Sotto i 10.000 mm sei nel campo delle giacche per piogge brevi; tra 10.000 e 20.000 mm reggi una giornata di brutto tempo; oltre i 20.000 mm sei nella fascia delle shell da alta montagna. Conta anche dove la pressione aumenta: gli spallacci del gilet schiacciano il tessuto sulle spalle, ed è lì che una giacca debole cede per prima.
La traspirabilità si trova in due forme. In g/m²/24h, i grammi di vapore che escono in un giorno: più è alto, meglio è. Oppure come RET, la resistenza al passaggio del vapore: qui più è basso, meglio è. Come riferimento, un RET sotto 6 è molto traspirante, tra 6 e 13 buono, sopra 20 si suda parecchio. Nel trail, dove corri in salita con il cuore alto, la traspirabilità pesa quanto l'impermeabilità: una giacca che non respira ti bagna da dentro.
Le giacche pensate per correre pesano spesso tra 100 e 250 g, hanno un taglio aderente che non sventola, un cappuccio che segue i movimenti della testa e si chiudono in un pugno. I gusci da escursione sono più robusti, con un taglio regular che lascia spazio a un pile sotto, tasche più grandi, a volte zip di ventilazione sotto le braccia, e pesano di più.
Non è una gerarchia: chi fa trail in montagna senza pettorale, o alterna corsa e trekking veloce, spesso sta meglio con un guscio da escursione, più durevole e più protettivo quando il tempo gira davvero. Chi corre gare lunghe con il gilet pieno sente invece ogni grammo e ogni centimetro di volume. Prima di scegliere, chiediti quale dei due sei. E ricorda che con un temporale in quota la protezione migliore resta scendere in fretta.
Il cappuccio deve potersi stringere e restare fermo quando giri la testa, altrimenti in discesa ti copre gli occhi. La zip frontale va coperta da una patta o essere impermeabile. Polsini e orlo regolabili chiudono gli spifferi. Le zip sotto le braccia aiutano a scaricare il calore in salita senza togliere la giacca. Verifica infine la comprimibilità: se la giacca non entra nella tasca posteriore del tuo gilet idratazione, finirà legata in vita.
La Millet Seneca GTX è l'unica della pagina con tutti i numeri in scheda: membrana GORE-TEX ePE a 2 strati, 28.000 mm di colonna d'acqua, RET inferiore a 13, zip frontale impermeabile YKK, cappuccio 3D con visiera, aperture sotto le braccia. Millet la presenta come giacca da trekking: è strutturata, con fodera in rete, e non è la più comprimibile. Fascia alta.
La Salewa Puez Aqua 3 PTX è una hardshell a 2,5 strati con membrana Powertex, tessuto dichiarato 10k/10k (la sigla con cui di solito si indicano 10.000 mm di colonna d'acqua e 10.000 g/m²/24h), cuciture saldate, cappuccio fisso regolabile e patta antivento sulla zip. Si ripiega in poco spazio. Nasce per l'escursionismo, con taglio regular.
La Marmot Minimalist usa una membrana GORE-TEX Paclite a 2,5 strati con cuciture nastrate al 100%, due zip sotto le braccia e cappuccio regolabile. Pesa circa 370 g, troppi per una giacca da gara. Marmot la indica per passeggiate, brevi escursioni e bici.
La Columbia Watertight II ha tecnologia Omni-Tech, costruzione dichiarata completamente sigillata, cappuccio fisso regolabile e si comprime in una tasca. La scheda non riporta la colonna d'acqua, quindi per una gara verifica i requisiti prima. Il taglio è ampio e in corsa sventola.
La Trespass Qikpac si ripiega nel suo astuccio e dichiara 5.000 mm di impermeabilità e 5.000 di traspirabilità: valori da pioggia breve sulle colline. È la giacca da lasciare sempre nello zaino per le uscite di un'ora, non quella su cui contare in quota o in una gara con soglia minima.
Per correre in collina con il vento sì, e pesa pochissimo. Ma non è impermeabile e i regolamenti di gara che chiedono la giacca non la accettano. Se ne prendi una sola, prendi quella impermeabile.
Lavala quando è sporca, con un detersivo per capi tecnici e senza ammorbidente: sudore e sporco ostruiscono la membrana. Il trattamento idrorepellente esterno si consuma con l'uso; quando l'acqua smette di fare gocce e bagna il tessuto, si può riattivare con il calore se l'etichetta lo permette, oppure rinnovare con un prodotto spray.
Oltre alla giacca, le voci più comuni sono telo termico, fischietto, riserva d'acqua e cibo, e una frontale per le gare che passano la notte. Sulla luce ci sono spesso requisiti di potenza: li trovi nella guida alla lampada frontale da trail running.