Le scarpe da trekking uomo si scelgono partendo dal sentiero che fai più spesso, non dalla marca: una bassa per i giri di giornata su terreno facile, una mid quando lo zaino pesa o il fondo si fa sconnesso, una alta per i trekking di più giorni con carico e pietraie. Qui trovi i criteri che contano davvero (altezza del collo, suola, membrana, calzata) e sei modelli spiegati per profilo d'uso.
Se stai passando dalle passeggiate ai primi sentieri, parti dalla sezione sull'altezza. Se hai già consumato un paio e sai cosa non ti è piaciuto, vai dritto alla scelta per profilo.
La scarpa bassa lascia libera la caviglia ed è la più leggera e flessibile. Va bene su sentieri segnati e mulattiere, con uno zaino da giornata, se le tue caviglie sono abituate a camminare su terreno irregolare. È anche quella che rimpiangi meno quando il giro comincia e finisce su asfalto.
La mid arriva sopra il malleolo. Non blocca la caviglia come uno scarpone, ma la copre dagli urti e ti dà un riferimento in più quando appoggi su un sasso che si muove. Con 8-10 kg sulle spalle, o su sentieri pieni di radici e pietre, è la scelta più tranquilla, e fa entrare meno acqua e detriti dal collo. Se stai pensando a un giro con notte in rifugio, guarda anche come scegliere lo zaino da trekking: scarpa e carico vanno decisi insieme.
La scarpa alta, o scarpone, ha un gambetto più rigido e una suola che si piega poco. Serve per trekking di più giorni con zaino pesante, ghiaioni lunghi e terreni dove la suola non deve torcersi sotto il peso. Per la maggior parte delle escursioni di giornata è più scarpa di quanto ti serva, e il peso al piede lo paghi nelle ultime ore.
La suola decide come tieni sul bagnato e quanto dura la scarpa. Le mescole Vibram sono le più diffuse sulle scarpe da escursione e cercano un equilibrio tra aderenza e resistenza all'usura. Altri marchi montano gomme proprie o di altri produttori, come Pomoca: anche queste vanno giudicate dal disegno dei tasselli più che dal nome stampato sotto.
Guarda la profondità dei tasselli. Intorno ai 4-5 mm hai una buona presa su terra, erba e fango senza perdere stabilità sulla roccia. Tasselli ben distanziati scaricano il fango invece di riempirsi, e un tacco marcato sul retro frena nelle discese ripide. Sopra la suola c'è l'intersuola, di solito in EVA o materiali simili: più è spessa, più è comoda sui lunghi tratti di sterrato, ma meno senti il terreno sotto il piede.
Ultimo dettaglio, spesso trascurato: il puntale in gomma. Le scarpe da trekking si rovinano quasi sempre in punta, contro sassi e radici, e un rinforzo in quel punto protegge sia la tomaia sia le dita.
Una membrana come GORE-TEX, o le costruzioni impermeabili sviluppate dai singoli marchi, tiene fuori l'acqua di pozzanghere, erba bagnata e pioggia leggera. In autunno, in primavera e nei boschi umidi è la differenza tra arrivare con i calzini asciutti o fradici.
Il prezzo da pagare è la traspirazione: d'estate, a bassa quota, il piede suda di più e la scarpa asciuga più lentamente. E nessuna membrana ferma l'acqua che entra dal collo quando guadi un torrente o cammini per ore sotto un acquazzone. Se esci quasi solo con il bel tempo di luglio e agosto, una scarpa senza membrana ti scalda meno. Se tieni un solo paio per tutto l'anno, la membrana è la scelta più sensata.
Prova le scarpe la sera, o dopo una camminata, quando il piede è un po' gonfio, e con le calze che userai sul sentiero. In discesa il piede scivola in avanti: con la scarpa allacciata devi poter muovere le dita senza toccare la punta. Per questo molti escursionisti prendono mezzo numero in più rispetto alla scarpa da città.
Se hai il piede largo, non risolvere con un numero più grande: la scarpa diventa lunga e il piede balla, che è la strada più breve per le vesciche. Cerca i modelli in calzata larga. Poi fai il rodaggio, qualche uscita breve prima della gita lunga, soprattutto con le mid e con le tomaie in pelle. Anche le calze contano: una calza tecnica in lana merino o in sintetico gestisce il sudore meglio del cotone.
La adidas Terrex Anylander è una scarpa da hiking semplice: tomaia in tessuto con punta rinforzata, intersuola in EVA, suola in gomma, nessuna membrana. Va bene per sentieri facili d'estate e in mezza stagione, e la porti anche in città. Le taglie arrivano fino al 50 2/3, utile se porti un numero grande.
La CMP Rigel Low WP è bassa e impermeabile grazie alla membrana ClimaProtect, con un fascione anti abrasione che protegge la tomaia contro le rocce e un inserto in TPU che stabilizza il tallone in discesa. È un buon paio unico per sentieri segnati e collina, in fascia d'ingresso.
La Columbia Transverse Hike WP ha tomaia in pelle e mesh, costruzione impermeabile Omni-Tech, asta alla caviglia e suola Omni-Grip. Il motivo per guardarla è che esiste anche in calzata larga, dal 40 al 48. Columbia la indica per sentieri facili e pioggia moderata, non per terreni tecnici.
La Merrell Moab 3 GTX abbina la membrana GORE-TEX a una suola Vibram TC5+ con tasselli da 5 mm, l'Air Cushion nel tallone e una lingua a soffietto che tiene fuori i sassolini. La soletta si toglie se usi plantari tuoi, e le taglie arrivano al 51.
La Salomon X Ultra Pioneer Mid Gore-Tex ti dà la caviglia coperta e il GORE-TEX senza il peso di uno scarpone. La struttura SensiFit tiene fermo il piede nelle discese ripide e un telaio sul retro stabilizza il tallone: va bene per escursioni di uno o due giorni.
La Salewa Mountain Trainer Lite Mid GTX è la più tecnica della selezione: allacciatura che arriva fino alla punta per appoggi precisi, suola Pomoca per roccia, erba e neve, fodera GORE-TEX e 565 g a scarpa. È una tre stagioni: in inverno, dove servono i ramponi, ci vuole uno scarpone adatto.
Non c'è un chilometraggio fisso. Guarda la suola: quando i tasselli sono lisci sotto l'avampiede e sul tacco, la presa sul bagnato cala molto. Anche un'intersuola schiacciata che non ammortizza più, o una membrana che lascia passare l'acqua, sono segnali chiari.
Sì, su sentieri segnati e con zaino leggero, se le caviglie sono allenate. Su ghiaioni, tratti molto sconnessi o con lo zaino da più giorni una mid ti protegge di più. In discesa aiutano anche i bastoncini da trekking, che tolgono carico alle ginocchia.
Su un nevaio corto o su qualche tratto innevato sì, con prudenza e guardando dove metti i piedi. Per le uscite invernali su neve battuta o ghiaccio servono almeno i ramponcini, e su terreno alpino innevato uno scarpone ramponabile. Se il pendio è ripido e ghiacciato, la scelta giusta è spesso tornare indietro.
Cambia la forma: i modelli da donna sono in genere più stretti al tallone e hanno un volume diverso sul collo del piede. Se stai cercando un paio per lei, c'è la guida alle scarpe da trekking donna.