Scarpe da trekking donna

Per scegliere le scarpe da trekking donna conviene partire da due domande: in che stagione cammini di più e quanto è tecnico il terreno che ti aspetta. Una scarpa in rete per l'estate, una mid in pelle per l'autunno umido e una da avvicinamento per le ferrate sono tre oggetti diversi, e nessuna fa bene il lavoro delle altre.

In questa guida trovi come leggere la calzata femminile, quali materiali scegliere per ogni periodo dell'anno e sei modelli divisi per tipo di uscita, da quella estiva al lago fino all'attacco della via.

Perché un modello da donna e non un unisex più piccolo

Il piede femminile, in media, ha il tallone più stretto rispetto all'avampiede e un collo del piede più basso. Le forme da donna seguono queste proporzioni: il tallone resta fermo in salita e la tomaia non lascia aria sopra il collo, che è il punto dove nasce lo sfregamento. Un modello unisex rimpicciolito spesso calza bene davanti e lascia il tallone libero di alzarsi a ogni passo.

Conta anche la scala delle taglie. Molte scarpe da trekking partono dal 36, alcune dal 35: se porti un numero piccolo, controlla subito che il modello esista nella tua misura prima di innamorarti del colore. Al contrario, se hai un piede ampio e i modelli da donna ti stringono sul metatarso, provare la versione da uomo nella taglia equivalente è una strada che molte escursioniste seguono, sapendo che il tallone sarà un po' più largo.

Rete, pelle o membrana: il materiale giusto per la stagione

La tomaia in rete è leggera, asciuga in fretta e lascia respirare il piede. È la scelta per l'estate e per chi soffre il caldo, ma lascia passare l'acqua: con l'erba bagnata del mattino o una pozzanghera presa male i calzini si inzuppano.

La pelle resiste meglio a sfregamenti, rami e rocce, protegge di più e dura a lungo se la curi. Chiede un po' di rodaggio e scalda. Accoppiata a una membrana impermeabile come GORE-TEX diventa la scarpa da autunno e primavera, quando il bosco è umido e il fango non manca.

La membrana da sola, su una tomaia in tessuto, è il compromesso più diffuso: tiene fuori pioggia leggera e bagnato, pesa poco, ma d'estate fa sudare di più di una rete aperta. Se hai un solo paio e cammini tutto l'anno, scegli la membrana; se ne hai due, una rete per l'estate e una impermeabile per il resto dell'anno coprono quasi tutto.

Bassa, mid o da avvicinamento: tre usi diversi

La scarpa bassa da escursione è per i sentieri segnati, lo zaino leggero e chi ha caviglie abituate al terreno irregolare. La mid, o scarponcino, sale sopra il malleolo: copre la caviglia dalle botte, ti dà più fiducia nelle discese su sassi e radici ed è la scelta più sensata quando porti uno zaino da weekend in rifugio.

La scarpa da avvicinamento è una categoria a parte. Ha una suola con mescola molto aderente su roccia e una punta piatta, pensata per appoggiare il bordo della scarpa su appigli stretti. Serve per salire all'attacco di una ferrata o di una via e per i passaggi facili su roccia; su un trekking lungo con carico è meno comoda di una mid.

Sotto tutte e tre guarda la suola: tasselli profondi e distanziati per fango ed erba, una zona liscia in punta se cammini molto su roccia, un puntale in gomma che protegge le dita dagli urti.

Gli errori più comuni nella scelta

Il primo è comprare la misura delle scarpe da città. In discesa il piede scivola in avanti e le unghie battono contro la punta: con la scarpa allacciata, le dita devono muoversi libere. Prova le scarpe a fine giornata, con le calze da sentiero.

Il secondo è andare alla prima gita lunga con un paio nuovo, soprattutto se in pelle. Bastano due o tre uscite brevi per capire dove la scarpa preme. Il terzo è sottovalutare l'allacciatura: stringere bene il collo del piede prima di una discesa lunga tiene fermo il tallone e risparmia molte vesciche.

Sei scarpe da trekking donna per tipo di uscita

Per le escursioni d'estate

La Columbia Vapor Vent è bassa e leggera, con tomaia in mesh e fori di ventilazione nell'intersuola Techlite. È pensata per far circolare l'aria quando fa caldo, e Columbia la dichiara non resistente all'acqua: è la scarpa per il sentiero asciutto di luglio, in fascia d'ingresso. Taglie dal 36 al 43.

Per i weekend in montagna con la caviglia coperta

La CMP Rigel Mid WP è uno scarponcino impermeabile in vera pelle, con suola FullOn GRIP, fascione in kevlar contro gli urti sulle rocce e tallonetta in TPU che tiene fermo il tallone. Una scelta solida per chi fa escursioni di giornata con regolarità.

Per l'autunno nel bosco bagnato

La Salomon X Ultra 360 Leather Mid Gore-Tex unisce tomaia in pelle e membrana GORE-TEX su un collo medio. Va bene tra ottobre e aprile, quando le foglie coprono i sassi; d'estate scalda.

Per la mezza stagione, anche in città

La adidas Terrex Skychaser AX5 Gore-Tex è bassa e impermeabile, con tomaia in ripstop e soletta OrthoLite. Sta a metà tra una sneaker da outdoor e una scarpa da trekking: per sentieri facili e giornate di pioggia. Taglie fino al 45 1/3.

Se cammini veloce e ogni tanto corri

La La Sportiva Ultra Raptor II GTX è bassa, con suola FriXion White, punta in gomma integrata e fodera GORE-TEX. La Sportiva la indica sia per l'escursione sia per la corsa fuoristrada: è la scelta di chi preferisce la leggerezza allo scarponcino, in fascia alta.

Per ferrate e avvicinamenti

La Salewa Wildfire GTX è una vera scarpa da avvicinamento: climbing zone in punta per la bordatura, suola POMOCA Speed MTN in mescola butilica per la roccia, fodera GORE-TEX. Parte dal 35, utile per chi ha il piede piccolo.

Domande frequenti

Le scarpe da trail running vanno bene per il trekking?

Per escursioni di giornata con zaino leggero sì, e molte escursioniste le preferiscono per il peso. Proteggono meno la caviglia e la suola si consuma prima. Se ti interessa questa strada, guarda la guida alle scarpe da trail running donna.

Come si asciugano le scarpe bagnate?

Togli soletta e lacci, riempile di carta di giornale e lasciale in un luogo ventilato. Evita termosifoni, stufe e sole diretto: il calore forte rovina colle e pelle e può deformare la scarpa.

Con scarpe basse posso andare su sentieri innevati?

Solo su brevi tratti di neve morbida. La neve entra dal collo in pochi passi: le ghette la fermano, ma per neve dura e ghiaccio servono scarponi adatti e attrezzatura invernale, e in caso di dubbio la scelta giusta è rinunciare.

I bastoncini servono davvero?

In discesa scaricano le ginocchia e sul terreno che si muove ti offrono un appoggio per mano; con lo zaino pesante la differenza si sente subito. Come sceglierli lo trovi nella guida ai bastoncini da trekking.

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